Napoli

Napoli – Storia, Monumenti e luoghi da visitare

Napoli dista appena 45 minuti da Vietri sul Mare è raggiungibile sia in autobus che in treno, ma scopriamone Storia, Monumenti e luoghi da visitare

Storia

 

La città antica, seguita a quella greca, occupava l’area compresa tra le attuali vie Foria, Costantinopoli, San Sebastiano, Santa Chiara, Umberto I, Pietro Colletta e Castel Capuano, dove tuttora sono vissuti i tre “decumani” e i “cardini”. Un significativo ampliamento si ha con Ruggiero il Normanno (sec. X), seguito, nel XIII sec. da quello angioino che porta la città fino all’attuale piazza Municipio col Castel Nuovo (maschio Angioino). Con gli Aragonesi lo sviluppo si estende fino alla zona orientale e all’attuale Via Toledo, verso occidente. Nuovo ampliamento coi Borbone: la città raggiunge e supera Piazza Carlo III, sorge la Villa Comunale; le colline di Sant’Elmo, di Capodichino e di Capodimonte si coprono di palazzi.

E’ di questo periodo la costruzione di quella che è un’autentica “tangenziale” antesignana: Corso Maria Teresa d’Austria (oggi Vittorio Emanuele), protetto da speciali “rescritti” per salvaguardarne – con anticipazione d’oltre un secolo sull’urbanistica moderna – il panorama dalle nuove costruzioni.

Tra la fine del Regno dei Borbone e l’inizio di quello dei Savoia Napoli si sviluppa in tutte le direzioni: verso le colline, verso oriente e occidente: dall’antico Ponte della Maddalena (dove una targa ancora ricorda la cinta dei gabellieri) a Mergellina, nuovi edifici e nuove strade ampliano l’area comunale, mentre dalle colline l’urbanizzazione comincia a discendere verso i Campi Flegrei e l’Area Nolana.

Monumenti

I monumenti di Napoli sono un patrimonio formatosi a partire dal VII sec. a. C. fino a quelli più vicini a noi: oltre 2500 anni stratificatisi dal sottosuolo e per livelli successivi, come si può desumere dalla zona archeologica di San Lorenzo (sotto il piano della strada) e dalla chiesa gotica di Santa Maria dell’Incoronata del XVI sec. (ad un livello inferiore a quello stradale). Il patrimoni artistico e monumentale di Napoli comprende 12 musei, 4 grandi Pinacoteche, l’Acquario, l’Orto botanico, 4 Castelli, 5 Porte, 2 Palazzi Reali, 6 Parchi, 8 Teatri, numerose fontane e piazze, 7 Biblioteche, un numero imponente di strade ed edifici. Vanno poi considerate le chiese (circa 200), la maggior parte delle quali costituisce un capitolo di architettura, di storia e di galleria d’arte (talvolta si tratta di edifici ricavati da templi pagani), e le Catacombe.

Un discorso particolare va fatto per il Centro Antico, museo a cielo aperto per l’Archeologia (le Mura Greche e quelle Romane, gli Scavi di s. Lorenzo e quelli del Duomo, i Cardini ed i Decumani, l’Anticaglia, le strutture del Carminiello ai Mannesi, la Statua del Dio Nilo; ma anche edifici tuttora abitati che conservano tuttora elementi greco-romani in lateritium, oppure colonne e decorazioni). Nel Centro Antico, segnato dal solco profondo di Spaccanapoli che lo divide in due, si trovano inoltre i più bei Palazzi Nobiliari, esempi unici di architettura rinascimentale; i grandiosi Chiostri; numerose strutture medioevali (come il Mercato coperto in Via Tribunali).
Il Centro Antico ha una suggestiva importanza perché vi si sono stratificate e sovrapposte tutte le epoche storiche: i domini bizantino, gotico, longobardo, normanno, angioino, svevo, spagnolo, austriaco, francese e borbonico. Qui sono nate la tradizione dolciaria di conventi e monasteri, e quella delle botteghe artigianali, la più tipica e famosa delle quali è la produzione presepiale concentrata a S. Gregorio Armeno. La visita del Centro Antico è un escorso storico vibrante di vita che parte dall’impianto archeologico per attraversare 25 secoli e concludersi al presente, tra emozioni, suggestioni, incanti, scoperte improvvise ed inattese.

Il discorso d’arte, monumenti e archeologia deve comprendere anche alcune Ville Romane e ruderi che si trovano principalmente sulla collina di Posillipo, Palazzo Donn’Anna e le splendide Ville Barocche, le vaste cavità del sottosuolo (cave di tufo d’epoca certamente romana); la Crypta beapolitana, dove si trova la Tomba di Virgilio; e molti elementi urbanistici di Pizzofalcone, che rappresentano la continuità dell’antica Acropoli greca. Ciò non significa, però, che la monumentalità, l’architettura e le testimonianze d’arte non abbiano altrove una propria consistente presenza. Sono degne di menzione e visita le zone di Piazza Mercato, di via Medina e Piazza Municipio, di Piazza Plebiscito e di Santa Lucia, di Pizzofalcone, Mergellina e Posillipo, del Vomero, dei Camaldoli, di Capodimonte.

Qui palazzi, chiese, musei, centri di cultura, castelli, splendide ville, fontane, piazze, edifici meravigliosi si susseguono e propongono il meglio di un panorama artistico con rari uguali al mondo. Tanta ricchezza consiglia di assumere le necessarie informazioni presso gli uffici turistici presenti in diverse zone della città. Napoli, in definitiva, è un immenso scrigno che si estende dall’arenile di Cordoglio, ad ovest, a quello di San Giovanni, ad est, per scavalcare le colline e raggiungere il limite meridionale della Pianura Campana: tocca al visitatore scoprirlo strada per strada, monumento per monumento.

Visitare Napoli significa anche e soprattutto “viverla”, e ciò non si realizza del tutto se non si viene a contatto col suo “colore”, che, si badi, non è decadenza di costumi, né degenerazione metropolitana della propria cultura. E’ invece il protrarsi incorrotto nei secoli delle tradizioni. L’arte orafa; l’artigianato dei liutai e dei maestri che danno vita a capolavori in ferro battuto o in legno; la genialità dei pastorai, capaci di trarre dall’argilla vita e forma di figure e costumi dei secoli passati; i capolavori dei ceramisti di Capodimonte, ne sono più i più classici esempi. E’ nel clima del “colore” napoletano che trovarono ispirazione artisti come Sammartino, musicisti come Mozart. Sono soltanto alcuni esempi, ma sufficienti a comprendere le radici della cultura e dell’artigianato napoletano.

Ancora prima dei visitatori del Grand Tour, furono gli antichi Greci e Romani a scoprire le bellezze naturali di Napoli: il suo mare, le sue colline, il suo clima mite, gli scorci panoramici di struggente bellezza. Nei toponimi ne è conservata la memoria: Mergellina per Mar ialinum (mare trasparente), Posillipo per Pausis lypè (cessazione del dolore), Chiatamone per Platamon (litorale pianeggiante), e certamente la visita alla città lascia sempre il ricordo dolcissimo di un’alba vista dalla collina di San Martino, di un rosso tramonto che vivifica Castel dell’Ovo, della luce intensa che nelle ore diurne accende di riflessi argentei il mare di via Caracciolo. Perfino nelle ore notturne Napoli ha una bellezza non artificiale, che va oltre i fili di perle dell’illuminazione e lascia scoprire angoli meravigliosi e inaspettati; attimi improvvisi di splendore naturale e i volti insospettati d’una bellezza antica mai sfiorita.

Fonte: Azienda di Soggiorno e Turismo di Napoli

Testo di Genny Bruzzano

Prenota Ora il tuo soggiorno a Palazzo Carrano,

verifica la disponibilità dei nostri appartamenti per il periodo che desideri

 

 

 

Clicca e scopri le bellezze del territorio che tutto il mondo ci invidia