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Vietri sul mare

Vietri sul Mare è il primo comune della Divina Costiera Amalfitana, facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto, rinomata per le sue spiagge, tradizioni e le caratteristiche ricette della cucina campana.

E’ una cittadina turistica di primo livello con spiagge attrezzate, un clima mite tutto l’anno ed un borgo antico dove ci sono numerose botteghe di artigiani della Ceramica Vietrese famosa in tutto il mondo.

Le botteghe della ceramica di Vietri sono uno spettacolo nello spettacolo. Le strette vie che si inerpicano sul grande terrazzamento dove sorge il paese, sono costellate di piccoli negozi e botteghe artigiane dove l’arte della ceramica raggiunge livelli davvero unici, sia per forme che per colori.

Ogni oggetto e suppellettile è riproposto in ceramica: piastrelle, piatti, portaoggetti, posaceneri, anfore e soprammobili di tutti i tipi, vasi, statuette, servizi da thè e caffè, oggetti sacri e i famosissimi asinelli. Questi ultimi sono una ‘invenzione’ di ceramisti tedeschi che tra gli Anni ’20 e ’40 del Secolo scorso si trasferirono numerosi a Vietri, attirati dalla tradizione della ceramica, ma anche dal sole e dal mare, dalla magnificenza della foresta che sovrasta il paese e naturalmente dalla bontà dei piatti della cucina vietrese.

All’arte della ceramica Vietri sul Mare ha dedicato tre importanti spazi espositivi. Il Museo della Ceramica Vietrese all’interno di Villa Guariglia in località Raito; il Museo Cargaleiro in corso Umberto I nel Palazzo dei Duchi Carosino; il Palazzo della Ceramica Solimene in via Madonna degli Angeli.

La spiaggia di Vietri, chiamata la Marina, è un suggestivo approdo molto ampio. Da primavera a fine ottobre la spiaggia è attrezzata con tutti i servizi tipici della località turistica: file di ombrelloni e sdraio che si alternano a tratti di spiaggia libera su cui si affacciano ottimi ristoranti e trattorie. In inverno la spiaggia è patrimonio esclusivo degli abitanti di Vietri, popolo di pescatori che ha saputo mantenere vivo l’amore per il mare e i suoi frutti nonostante l’avvento del turismo di massa.

Per chi decide di soggiornarvi la posizione di Vietri sul Mare è strategica perché è al centro delle principali attrazioni turistiche della Campania:

Dista appena 20 minuti da Pompei, Paestum e Amalfi, circa 45 minuti da Napoli, 5 minuti da Salerno e da Cava de’ Tirreni.

Palazzo Carrano è a 50 metri dalla fermata dei principali autobus e a 200 metri dalla stazione ferroviaria che si trova sulla storica tratta che collega Napoli a Salerno.

Vietri basa la sua economia sull’artigianato e il turismo

A Marina di Vietri esistevano i “mastri d’ascia”, artigiani capaci di tagliare e sagomare il legno occorrente per realizzare le ordinate, le ossature delle “cianciole”, che venivano usate per la pesca. Altro tipo di imbarcazione era il “gozzo”. E gli artigiani sagomavano le prue e dosavano la lunghezza in base alla distanza media tra le creste delle onde e al tipo di mare. Il gozzo usato a Vietri era diverso da quello ligure. Altra forte influenza è stata quelle dei Toscani di cui ci fu una forte migrazione verso Vietri quando fu installata la “Vetreria Ricciardi”, poi “Saint Gobain”, poi dismessa. E altra influenza ancora fu data dai Tedeschi che, dopo lo sbarco degli alleati, decisero di rimanere a Vietri che piaceva molto per il clima mite. Essi erano molto bravi nella chimica e, come tali, “inventarono” dei colori per le ceramiche vietresi che sono classificati come irripetibili, quali il giallo di Vietri. Tuttora vivono a Vietri figli, o discendenti, di queste persone. E, ancora, sono da considerare l’influenza sulla società dell’arte della ceramica e dei trasporti con i carretti. I ceramisti bravi erano quelli che lavoravano con le ceramiche di Solimene e di Pinto. Ora sono pochi quelli che sanno fare il “ciucciariello” di Vietri. Il “ciucciariello”, l’asinello, era usato come mezzo di trasporto delle persone e delle cose tra Vietri e le frazioni alte.

A Vietri, in corrispondenza della ceramica Solimene, di fronte alla Chiesa dei Salesiani, c’era il cambio dei cavalli. Poco oltre la frazione di Molina, sulla strada per Cava de’ Tirreni, c’era un’officina dove si facevano le ruote dei carretti, si forgiava il ferro per ricoprire le ruote, si facevano i freni, detti “pezzotti di martellina”. La bravura nel lavorare il ferro si manifestò, anche se in maniera meno evidente rispetto all’agro Nocerino-Sarnese, quando i Belgi organizzarono i primi trasporti su rotaie (i tram che collegavano Salerno con Vietri) e poi con le filovie. La necessità di elettrificazione delle linee significava necessità di fare i tralicci di sostegno che venivano assemblati con profilati e chiodature ribadite a mano. Si parla di artigiani, maestri del ferro, tanto bravi che nei giorni di festa si riunivano e davano prova della loro capacità forgiando in pubblico bocce di ferro: poi le provavano sui campi di bocce, sempre in pubblico. La società Vietri sul Mare ha, perciò, radici di orgoglio di organizzazione delle difesa a mare, di orgoglio di arti manuali di varia espressione: da quella dei mastri d’ascia per fare le barche, a quella delle ceramiche, a quella delle vetrerie, a quella dei fabbri.

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